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Il Risparmio energetico nell’edilizia
Il tema della sostenibilità ambientale, è entrato in maniera forte e integrante nell’ambito edilizio, diffondendosi a causa di due motivi fondamentali: da un lato il fatto che il settore edilizio risulta essere il principale artefice di impatti sull’ambiente e dall’altro il fatto che l’uomo abita gli edifici e in questi pretende di trovare un luogo confortevole e salubre. La sostenibilità ambientale nel settore edilizio comprende due aspetti, quello dei rapporti tra l’edificio e l’ambiente circostante e quello dei rapporti tra l’edificio e i suoi abitanti.
Edificare genera impatti sull’ambiente non solo all’atto della costruzione, ma anche lungo tutto il processo, dall’approvvigionamento delle materie prime, produzione e trasporto, fino alla dismissione dell’edificio e smaltimento delle macerie. Tuttavia anche l’uso dell’edificio stesso, nel garantire condizioni di confort e benessere interno, contribuisce notevolmente a generare questo impatto. In un periodo in cui surriscaldamento globale, scarsità di fonti d’energia non rinnovabili ed effetto serra sono problematiche considerate di primaria importanza, è bene fornire una documentazione in grado di offrire una conoscenza generale delle tematiche ambientali e delle possibili soluzioni al problema. Gran parte dei problemi ambientali globali, e soprattutto la lotta contro il cambiamento climatico, implicano una corretta gestione dell’energia, soprattutto a livello locale, attraverso azioni concrete che promuovano l’efficienza energetica degli edifici, l’uso razionale dell’energia e lo sfruttamento delle fonti rinnovabili. Secondo le ultime stime dell’Enea, il settore residenziale è responsabile da solo di almeno il 32% dei nostri consumi energetici nazionali di conseguenza incidere su questa componente potrebbe portare a forti risparmi già nel breve periodo.
Le soluzioni per abbassare i consumi domestici si sono moltiplicate negli ultimi anni, dai pannelli fotovoltaici, a sistemi di solare termico e a canalizzazioni interrate per sfruttare la temperatura del sottosuolo che rimane costante a 14 gradi, assicurando un’ importante parte termica gratuita sia d’estate che d’ inverno. Per gli esperti di edilizia comunque, la principale fonte di energia pulita è l’isolamento.
Perché il fotovoltaico?
La parola ‘fotovoltaico’ deriva dal greco photos = ‘luce’ e da volt, unità di misura della tensione elettrica, che a sua volta deriva dal cognome del fisico Alessandro Volta, inventore della pila elettrica. L’effetto fotovoltaico fu osservato per la prima volta dal fisico francese Becquerel nel 1939 e consiste nella conversione di un flusso di energia luminosa in energia elettrica. Il materiale solitamente utilizzato è il silicio, l’elemento più abbondante in natura, costituente principale delle rocce e della sabbia e ingrediente fondamentale del vetro. Una cella fotovoltaica è una fetta sottilissima di silicio (opportunamente trattata) che, colpita dalla radiazione solare, genera tra le due facce una differenza di potenziale che può essere sfruttata per la produzione di elettricità.
I primi impianti fotovoltaici furono realizzati negli anni ‘50 per alimentare satelliti artificiali mentre solo verso la metà degli anni ‘70 nacquero le prime applicazioni ‘a terra’. In Italia, il fotovoltaico iniziò a prendere piede verso la fine degli anni ‘80, quando il Piano Energetico Nazionale (PEN) riservò dei fondi importanti allo sviluppo delle fonti rinnovabili, mentre nel 1997 il Protocollo di Kyoto, stipulato da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), stabilì la necessità di prendere provvedimenti concreti al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico causato dai gas serra (principalmente anidride carbonica), responsabili del surriscaldamento globale.
Poiché i produttori primari di gas serra erano le centrali termoelettriche, la prima azione da intraprendere fu quella di individuare forme alternative di produzione di energia elettrica, possibilmente utilizzando fonti cosiddette ‘inesauribili’ quali ad esempio il sole e il vento. Fu quindi la fine del vecchio millennio a fare da trampolino di lancio alle nuove energie come il fotovoltaico, l’eolico, le biomasse ecc. che in questo momento sono forse nel punto di massima crescita, in Italia come in gran parte del mondo. In Italia, lo stimolo principale a realizzare un impianto fotovoltaico, al di là delle ragioni di tipo ambientale, è attualmente rappresentato dagli incentivi ventennali del Conto Energia. Questo programma, lanciato nel 2005 e riconfermato con opportune modifiche nel 2007, prevede il riconoscimento di un valore monetario per la produzione di energia elettrica da fonte solare. In particolare, ciascun kWh prodotto viene premiato con una tariffa stabilita sulla base dell’impatto architettonico e delle dimensioni dell’impianto.
Gli impianti per la produzione di energia elettrica mediante tecnologia fotovoltaica presentano diversi vantaggi, tra i quali i più significativi sono: assenza di qualsiasi tipo di emissioni inquinanti; risparmio dei combustibili fossili; estrema affidabilità poiché non esistono parti in movimento (vita utile superiore a 25 anni); costi di manutenzione ridotti al minimo; modularità del sistema (per aumentare la taglia basta aumentare il numero dei moduli). Una prima classificazione delle tipologie di impianti fotovoltaici può essere la seguente: impianti autonomi funzionanti in isola (stand-alone); impianti collegati in parallelo alla rete elettrica pubblica (grid connected); le soluzioni per questo tipo di tecnologia al giorno d’oggi sono molteplici e in continua evoluzione ma tutte aventi l’obiettivo di mettere il primo mattone verso la conquista di energia pulita, a basso costo e soprattutto accessibile a tutti.
Termocappotti resistenti
IL TERMOK8, conosciuto come rivestimento a cappotto o termocappotto e tecnicamente definito "sistema d'isolamento esterno delle facciate con intonaco sottile" è un sistema d'isolamento termico, risanamento e qualificazione energetica di edifici. E’ una soluzione sempre più utilizzata ma purtroppo non tutte le qualità di questo materiale hanno dato prova di resistenza agli urti.
Oggi grazie al frutto di molteplici esperienze produttive ed applicative di professionisti qualificati, è nato thermopan. Un nuovo concetto di termokappotto che si propone come soluzione definitiva alle più attuali e performanti necessità in merito all’isolamento termico e al comfort abitativo degli edifici. Isolare non significa solamente abbassare i valori di trasmittenza termica: l’isolamento è un insieme coerente di tanti fattori, a cominciare dalla traspirabilità dei materiali, passando per l’inerzia termica che favorisce il mantenimento delle temperature interne, fino all’utilizzo di pregiate e consistenti materie prime naturali. Thermopan rappresenta la soluzione ideale abbinando i vantaggi prestazionali dei prodotti fibrosi a quelli applicativi dei prodotti espansi.
COME SI COMPONE IL PANNELLO THERMOPAN
Il pannello thermopan è composto da un pannello in materiale termoisolante fibroso (fibra di legno ad alta densità o lana di roccia) perfettamente accoppiato a una membrana traspirante in prolipropilene armata con fibra di vetro e speciali additivi. Il pannello così ottenuto, risulta estremamente resistente dal punto di vista meccanico, riducendo notevolmente i rischi di rottura o scalfitura superficiale.
Lo speciale ciclo produttivo a caldo, consente di ottenere una superficie idonea a ricevere direttamente la posa di una rasatura colorata in pasta, senza la necessità di stendere rete di armatura ed ulteriori strati di colla per il fissaggio della stessa.
Il pannello thermopan si posa con la sola rastura a colla dei giunti tra i vari pannelli, agevolando e velocizzando il processo di finitura superficiale pur lavorando in superficie ad elevato assorbimento acquoso.
VANTAGGI DELL’APPLICAZIONE TERMOPHAN
• posa in opera faciitata
• applicazione diretta della finitura colorata
• elevata produttività giornaliera
• sicurezza della continuità dello strato isolante
• dopo l’applicazione del pannello è sufficiente precedere alla stesura della rete adesiva sui
giunti dei pannelli e alla rasatura degli stessi.
Thermopan
IL VALORE AGGIUNTO: LA MEMBRANA SUPERFICIALE
Il valore tecnologico aggiunto dei pannelli Thermopan, risiede nella membrana superficiale e nella sua applicazione a caldo sulle lastre termoisolanti.
Tale membrana, composta da un basamento in fibra di vetro e composta con altre resine termo fonate in PP e PE, consente di ottenere una superficie estremamente resistente ed allo stesso tempo flessibile, in grado quindi di assorbire eventuali urti senza subire deformazioni plastiche. Mediante la termofonatura a bassa pressione, il pannello ottenuto presenta diversi vantaggi: eccellente aspetto estetico, leggerezza (il solo peso proprio del pannello isolante di base), eccellente resistenza ai raggi UV, all’acqua ed agli agenti atmosferici, stabilità dimensionale assoluta in ogni condizione climatica, coadiuvante acustico (fonoassorbente).
Possiamo trovare il prodotto in 3 diverse soluzioni:
1. Pannello termoisolante prefinito in lana di roccia
Caratteristiche tecnico/fisiche
2. Pannello termoisolante prefinito in fibra di legno
Caratteristiche tecnico/fisiche
3. Pannello termoisolante prefinito in EPS CL 100 additivato con grafite
Caratteristiche tecnico/fisiche
Nuovi profili architettonici decorativi
Nel rispetto dell’ambiente e per ridurre notevolmente i costi e i tempi di lavorazione dei componentidi finitura tipo pietre naturali o getti in calcestruzzo su matrici in negativo oggi esiste untipo di applicazione chiamata DECOR POL.
Questi profili decorativi di cui si un esempio applicativo nella foto in basso sono costituiti da unain eps (polistirene espanso) a norma EN 13163 CE trattata con resina per l’applicazione’esterno.
Grazie al loro peso ridotto i profili si fissano con della colla da cappotto e solo in caso di dimensioniù elevate necessitano di un fissaggio meccanico.
Si tinteggiano con qualsiasi pittura al quarzo o a base acrilica ed il loro utilizzo elimina gli inconvenientia ponti termici, in quanto il polistirene espanso attribuisce al manufatto notevole stabilità dimensionale nelle diverse condizioni climatiche.
Nello specifico può essere utilizzato per:
1) Cornici - vani - porte - finestre
2) Davanzali
3) Marcapiani
4) Angolari Bugne
5) Sottogronda Modiglioni
6) Timpani - Cornicioni - Rosoni
Inoltre:
- Frontoni
- Pietre angolari
- Fasce cappotto
- Mensole
- Colonne e Capitelli
- Decorazioni per porte
- Cornici da interno (trattate e non)
Composizione rappresentativa di alcuni nostri prodotti
che ne esemplifica la produzione ma non ne limita la gamma:
Alcune immagini relative alle pose in opera:
Questo sistema decorativo coibente in linea con il decreto legge 18/08/05 n°192 della Direttiva2002/91 relativa al rendimento energetico dell’edilizia ha delle qualità applicative a dir pocoe all’avanguardia tra cui: sicurezza, durata nel tempo, comportamento al fuoco autoestinguente,rispetto ai materiali più tradizionali in quanto leggero e veloce da posare, versatilequanto utilizzabile anche per loghi, marchi o addirittura insegne pubblicitarie e disponibile in vari modelli al sito www.nuovapol.com.
Bioedilizia
Cosa significa bioedilizia?
Partiamo innanzitutto da una definizione esaustiva della parola Bioedilizia: Costruire in bioedilizia significa costruire riducendo al massimo l’utilizzo delle fonti di energia non rinnovabile e riducendo il più possibile l’impatto sulla salute e sull’ambiente, utilizzando materiali naturali e non nocivi.
Si parla sempre più dei problemi causati da materiali chimici e non naturali sulla salute delle persone e tutto ciò è ovviabile grazie a queste nuove tecniche di bioedilizia che l’industria è in grado di metterci a disposizione.
L’edilizia ecologica nasce come risposta ai gravi disastri ambientali di cui l’edilizia è in parte responsabile. L’applicazione dei principali criteri per la bioedilizia però incontrano numerose problematiche, sopratutto perchè i clienti sono i primi a non essere abituati a pensare in termini di risparmio energetico e salvaguardia ambientale.
Nonostante ciò si assiste ad un leggero cambiamento dell’agire che nasce dalla paura per la propria salute e dovrebbe approdare in maggior rispetto per l’ambiente. Le esperienze verificatesi nei paesi del nord Europa ci dimostrano che una abitazione ben progettata e realizzata correttamente è la via più facile e meno onerosa per la salvaguardia del nostro ambiente dai gas di scarico dei sistemi di riscaldamento a combustione.
A questo punto l’uso di materiali isolanti diventa di fondamentale importanza, visto che influisce
sulla salute dell’ambiente e dei suoi stessi abitanti. I materiali comunemente usati richiedono infatti grandi consumi d’energia che esauriscono le risorse naturali, inoltre nella loro composizione vi è un’importante presenza di sostanze nocive al contrario di quanto avviene tramite la bioedilizia. Il consumo di energia primaria nella produzione edilizia è decisamente significativo nella valutazione ecologica. Materiali tradizionali quali argilla, calce, pietra, fibre vegetali, sono tuttora abbondanti e le scorte di legname possono essere garantite o migliorate con la gestione equilibrata dello sfruttamento del bosco. Questi materiali sono riciclabili e producono poco inquinamento. Occorre quindi sviluppare una nuova etica del costruire che si occupi del buon rapporto tra ambiente ed edilizia.
Ecco un esempio di case biologiche costruite in pochi mesi, secondo criteri antisismici e nel pieno rispetto dell’ambiente.
Le case ecologiche
La costruzione di un edificio ha un forte impatto sull’ambiente: si movimentano grandi quantità di materiali, si modifica lo stato del suolo, si producono macerie, e tale impatto non si attenua con il tempo perché, anche dopo che è stato costruito, l’edificio continua ad utilizzare risorse materiali ed energetiche e a produrre rifiuti. Non solo: anche quando un edificio viene abbattuto è importante che le macerie possano essere riutilizzate o smaltite senza inquinare. Un edificio corretto dal punto di vista della eco-sostenibilità viene dunque progettato tenendo conto di tutte queste variabili in modo tale da non degradare e impoverire il territorio su cui sorge; ciò significa attenzione all’uso delle risorse naturali, chiusura dei cicli, utilizzazione controllata delle risorse energetiche, utilizzo di materiali rinnovabili. Perchè quidi dovremmo preferire una casa ecologica?
I vantaggi sono molteplici:
1. è più sicura per la vostra salute
2. minori consumi energetici
3. maggiore sicurezza antisismica
4. tempi brevi di realizzazione
5. garanzia trentennale
Agevolazioni statali per la riqualificazione energetica
La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha introdotto importanti agevolazioni fiscali a favore dei contribuenti che sostengono spese per tale scopo. I benefici consistono in una detrazione dalle imposte sui redditi del 55 per cento delle spese sostenute dal contribuente da ripartire in tre rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione diverso a seconda della tipologia dell’intervento eseguito. Con il decreto del 19 febbraio 2007 del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, sono stati individuati in modo dettagliato i tipi di intervento per i quali si può fruire delle nuove agevolazioni tributarie e tutti gli adempimenti necessari per ottenerle. In particolare, per quanto attiene alla determinazione del risparmio energetico conseguito, alla certificazione energetica e al significato della terminologia, occorre far riferimento al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 integrato con il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, concernente “attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia”. Salvo le normative tecniche rilevanti ai fini dell’agevolazione, l’incentivo fiscale introdotto è simile nelle grandi linee all’agevolazione sulle ristrutturazioni edilizie tuttora in vigore, anche se, come si dirà nella presente guida, diversi sono gli aspetti procedurali per poterlo ottenere.
IN COSA CONSISTE
L’agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta nella misura del 55 per cento delle spese sostenute, da ripartire in tre rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti. Si tratta di riduzioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare, le spese sostenute per:
In ogni caso, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In sostanza, la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso.
TIPO DI INTERVENTO DETRAZIONE MASSIMA
DETRAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO
Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) residenziali esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita o dall’iscrizione dello stesso in catasto, oppure dalla richiesta di accatastamento, nonché dal pagamento dell’ICI, ove dovuta. Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile. L’esclusione degli edifici di nuova costruzione, peraltro, risulta coerente con la normativa di settore adottata a livello comunitario in base alla quale tutti i nuovi edifici sono assoggettati a prescrizioni minime della prestazione energetica in funzione delle locali condizioni climatiche e della tipologia. In relazione ad alcune tipologie di interventi, inoltre, è necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche quali, ad esempio:
1. Essere già dotati di impianto di riscaldamento, presente anche negli ambienti oggetto dell’intervento, per quanto concerne tutti gli interventi agevolabili, ad eccezione della installazione dei pannelli solari.
2. Nelle ristrutturazioni per le quali è previsto il frazionamento dell’unità immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità.
3. nel caso di ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione si può accedere all’incentivo solo nel caso di fedele ricostruzione, ravvisando nelle altre fattispecie il concetto di nuova costruzione. Restano quindi esclusi gli interventi relativi ai lavori di ampliamento.
CHI PUÒ USUFRUIRNE
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali); le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche: i titolari di un diritto reale sull’immobile; i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali; gli inquilini; chi detiene l’immobile in comodato. Sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado), conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori, ma limitatamente ai lavori eseguiti su immobili appartenenti all’ambito “privatistico”, a quelli cioè nei quali può esplicarsi la convivenza, ma non in relazione ai lavori eseguiti su immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione. Si ha diritto all’agevolazione anche nel caso in cui il contribuente finanzia la realizzazione dell’intervento di riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing. In tale ipotesi, la detrazione spetta al contribuente stesso (utilizzatore) e si calcola sul costo sostenuto dalla società di leasing. Non assumono, pertanto, rilievo ai fini della detrazione i canonidi leasing addebitati all’utilizzatore.